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“Preside pedofilo” condannato per pornografia su minori di 4 anni

Un preside di scuola materna è finito dietro le sbarre per pedopornografia. Così, Daniel Champman (31), dirigente dell’asilo Hilltop Infant School di Wickford, nell’Essex, è stato condannato a due anni e mezzo di carcere per aver realizzato e pubblicato immagini di abusi su bambini di età non superiore ai 4 anni.

L’ennesimo caso di pedofilia dopo quello (ben più eclatante) del “chirurgo-orco” francese Joël Le Scouarnec. Stavolta, l’inquietante narrazione giunge dalla regale Inghilterra, in una città a circa 30 chilometri ad est di Londra, nel distretto di Basildon (Essex). L’imputato, il 31enne Daniel Champman, è stato condannato ieri, 20 novembre 2019, dalla Crown Court di Chelmsford dopo aver ammesso ben 12 reati, tra cui, la realizzazione di fotografie “indecenti”- così come li definisce il Daily Mail – di bambini, la pubblicazione di articoli osceni e il possesso di immagini pornografiche estreme.

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Le indagini, condotte dalla polizia dell’Essex, sono cominciate 6 mesi fa. A maggio del 2019, infatti, gli agenti del comando distrettuale hanno dato esecuzione ad un mandato di perquisizione presso la sua proprietà rinvendo, al suo interno, uno smartphone e un tablet con decine di video e immagini coinvolgenti minori di età inferiore ai 4 anni. Da quel ritrovamento, l’uomo è stato indagato per pedopornografia nonostante continuasse a proclamarsi in pubblico come un “esempio della salvaguardia” infantile.

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Uno sfruttamento sessuale crudele di bambini – ha riferito al tabloid inglese Metro l’agente investigativo Nick Riley – Uno dei casi più orribili di abusi di minori sui social media a cui abbia mai lavorato”. Il dirigente scolastico non avrebbe mai lasciato trapelare il minimo sentore della sua turpe depravazione riuscendo a mantenere una condotta apparentemente impeccabile sul luogo di lavoro. “Ha interpretato il ruolo di un preside rispettabile. – continua Riley – Tuttavia si è scoperto che utilizzava applicazioni di messaggistica e social media per realizzare e diffondere immagini indecenti dei bambini di 4 anni. Sono contento che questo individuo stia pagando il prezzo per le sue azioni spaventose”.

Il preside Daniel Champan, oltre alla pena di due anni e mezzo di carcere, è stato iscritto nel registro degli autori dei reati sessuali da adesso e per i prossimi 10 anni mentre è stato bandito “a vita” dall’insegnamento.

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Azione, il manifesto per una democrazia liberal-progressista di Calenda

L’ex ministro dello Sviluppo economico, eurodeputato eletto col PD e fondatore di Siamo europei ha lanciato il suo nuovo movimento politico

Ora basta! L’Italia è un grande paese. Siamo l’ottava potenza mondiale, la seconda economia manifatturiera d’Europa, uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea e il luogo di nascita della cultura occidentale.
Nessuna maledizione ci condanna a dover scegliere tra i disastri dei populisti e quelli dei sovranisti.
AZIONE è il luogo di mobilitazione dell’Italia che lavora, produce, studia e fatica. L’Italia stanca degli scontri inconcludenti tra tifoserie e degli slogan privi di contenuti.
Siamo diventati una nazione profondamente ingiusta: con i giovani, con le donne, con le persone bisognose di assistenza, con chi vive al Sud, con chi vuole svolgere la sua attività libero da eccessivi impedimenti burocratici. Molte di queste ingiustizie derivano dall’incapacità dello Stato di svolgere efficacemente la sua azione, altre dal malcostume alimentato da troppi pessimi esempi.
L’Italia non è in sicurezza. Non lo è a causa dell’alto debito, dello sperpero di denaro pubblico, dell’incompetenza e della mancanza di consapevolezza e responsabilità. E non è solo colpa della politica. I nostri rappresentanti ce li scegliamo. Nessuno di noi assumerebbe uno degli attuali leader politici per gestire la sua attività. Eppure gli affidiamo lo Stato, perché non lo sentiamo nostro fino in fondo.
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AZIONE non è un nome casuale o scelto per ragioni di marketing. Le nostre radici culturali e politiche sono quelle del liberalismo sociale e del popolarismo di Sturzo. La necessità di sintesi tra queste grandi culture è oggi ancora più evidente.
I mali che affliggono l’Italia e l’Occidente sono le fratture tra progresso e società, tecnica e uomo, libertà e conoscenza, crescita e sostenibilità, mercato e giustizia sociale. Fratture che non si ricompongono fermando il progresso o limitando la libertà, ma investendo sulla conoscenza e sulla società, restituendo un “senso” e una direzione all’azione dell’uomo e un ruolo preciso allo Stato nell’accompagnamento delle trasformazioni.
Lo Stato va prima di tutto rafforzato nelle sue funzioni fondamentali: Scuola, Sanità e Sicurezza-Giustizia dove l’Italia investe oggi molto meno degli altri paesi europei. Tempo pieno in tutte le scuole, avvio dei giovani alla lettura, alle lingue e allo sport, assunzione di medici e infermieri, assistenza gli anziani e ai malati, presidio del territorio e intransigente rispetto della legalità senza sconfinare nel giustizialismo: queste sono le priorità immediate.
Dobbiamo essere consapevoli che un paese con un tasso di analfabetismo funzionale doppio rispetto agli altri paesi avanzati, e dove un giovane su due non legge un libro, prepara una generazione perduta. La scuola non è un bacino occupazionale ma il presidio democratico, culturale e civile per formare e liberare gli uomini ed educarli al rispetto dello Stato e della comunità.
Uno Stato forte non è quello che nazionalizza le imprese, ma quello che istruisce i cittadini e li prepara ad affrontare le sfide di una società libera e di un’economia fondata sulla concorrenza e sulla sostenibilità.
Uno Stato forte è capace di sedersi con autorevolezza, e senza complessi di inferiorità – nascosti dietro inutili diktat – con i partner europei per costruire un’Unione Europea sempre più stretta. L’Europa oggi non funziona perché è l’Europa delle nazioni e non quella delle istituzioni comuni. La costruzione dell’Europa federale e il rafforzamento del rapporto con le grandi democrazie occidentali, devono ridiventare i due punti cardinali della politica estera italiana.
La politica economica di AZIONE sarà fondata su tre pilastri: investire, proteggere e liberare. Investire per affrontare le trasformazioni digitali e ambientali giocando in attacco; proteggere quando le distorsioni del mercato e la velocità delle trasformazioni danneggiano i lavoratori e i cittadini; liberare ciascun individuo dal bisogno contingente, dall’ignoranza e da vincoli inutili, perché possa realizzare tutto il proprio potenziale.
L’urgente e necessaria rivoluzione ambientale va trattata seriamente. Trasformare l’economia e la società da un modello di sviluppo fondato sul consumo a uno basato sulla sostenibilità e la dignità della persona, è una straordinaria sfida per una nuova stagione di crescita, non la scusa per imboccare la strada della “decrescita (in)felice”.

L’Italia può contare su molti punti di forza culturali, sociali ed economici. Per liberarne le energie serve una classe dirigente capace innanzitutto di gestire la cosa pubblica.
Il nostro dibattito politico è concentrato su riforme che non riformano e rivoluzioni che non arrivano, mentre il “buongoverno” rimane da 50 anni la priorità disattesa di questo paese.
La classe dirigente di cui abbiamo bisogno è formata da persone che si sono misurate con il cambiamento dando prova di competenza, serietà e coerenza.
L’incoerenza e il trasformismo non rappresentano le virtù degli statisti ma il salvagente degli sconfitti. La politica si fonda sulla parola. E se la parola non ha valore, la politica non ha valore. Senza la coerenza viene meno la fiducia che consente a un Governo di implementare un programma di lungo respiro. Se non ci fidiamo della politica, chiediamo piccole prebende oggi piuttosto che grandi iniziative per il domani. Questa spirale va spezzata.

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Pochi credono che sia possibile per un nuovo movimento politico affermarsi e diventare decisivo. Il cinismo è diventato un tratto distintivo del dibattito pubblico italiano. Eppure oggi il voto è sempre meno convinto e sempre più spesso motivato solo dall’odio verso gli avversari. Questo clima è alimentato dai partiti perché rappresenta l’unico modo in cui fallimenti, giravolte e alleanze altrimenti incomprensibili, possono trovare giustificazione.
In nessun paese europeo gli eredi delle grandi culture politiche del ‘900 hanno scelto di allearsi con gli avversari della democrazia liberale, con il pretesto di volerli “costituzionalizzare”. Al contrario, spesso si sono uniti per condurre una controffensiva vincente. Questa è la strada giusta. AZIONE diventerà il pilastro di un grande Fronte Repubblicano e Democratico capace di ricacciare populisti e sovranisti ai margini del sistema politico.
Per questo consentiremo la doppia tessera. Non vogliamo escludere ma al contrario tenere le porte ben aperte. Il nostro obiettivo non è frammentare ulteriormente il sistema politico, ma lavorare per l’unità e il rinnovamento delle forze liberal democratiche.

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Sconfiggere l’ignoranza e gestire la paura, governando il cambiamento, è possibile.
Dipende solo da noi. Non siamo condannati a scegliere il male minore.
L’Italia è più forte di chi la vuole debole.

Entriamo in AZIONE

Fonte: Azione.it

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Napoli, bimba si sente male dopo spuntino: la verità del Santobono

E’ diventato virale l’audio fake che sta girando da ore su Whatsapp, nel quale una donna informa probabilmente altre mamme che una bambina si è sentita male dopo aver mangiato i Teneroni di Casa Modena.

Napoli, l’audio fake: “Bimba si sente male dopo spuntino”

“Una bambina di due anni è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Santobono di Napoli”, così dice la signora mentre registra la nota vocale, creando inutilmente, panico e allarmismo tra i genitori e gettando fango sull’azienda emiliana.

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Il messaggio vocale, che dura all’incirca due minuti, vede protagonista una mamma che riferisce quanto appreso dai suoceri che lavorano nell’ospedale pediatrico napoletano.

La smentita del Santobono

Santobono Pausilipon ha smentito tutto. “Non c’è nessuna bimba di pochi anni ricoverata in seguito a un virus dovuto ai Teneroni” fanno sapere dal presidio ospedaliero.

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“L’Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon smentisce di aver soccorso nella giornata di oggi un bambino che accusava gravi problematiche renali a seguito dell’ingestione di un prodotto alimentare confezionato”, spiega la struttura sanitari.

“Tale notizia, circolata mediante un messaggio audio su whatsapp, riportava quale fonte del personale interno all’ospedale pediatrico. Il messaggio deve considerarsi assolutamente privo di fondamento, in quanto nessun caso quale quello riportato dal messaggio audio, è stato trattato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Santobono”.

L’audio fake

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